Il Sen. Giovanardi ha così commentato le dichiarazioni stampa
del Prof. Prina a proposito dei risultati della ricerca in tema di
sanzioni amministrative per i consumatori di droga: «Prendo atto
delle dichiarazioni rese alle agenzie di stampa dal Prof. Prina,
quale coordinatore di una ricerca commissionata dal precedente
governo e finanziata con un finanziamento di circa 270.000 euro a
valere sulle risorse dell'ex Ministero della Solidarietà
sociale.
Non posso non notare che tale progetto, che ha coinvolto ben
sette università italiane e 18 nuclei operativi, si basa
sull'analisi delle risposte di soli 311 consumatori segnalati ai
Prefetti di 9 province. Un campione molto esiguo e non
rappresentativo a fronte di un considerevole dispendio di energie e
risorse».
Prova ne è che durante la presentazione dei risultati del progetto,
avvenuta ieri, nell'ambito della Consultazione permanente, gli
esiti della ricerca sono stati fortemente criticati proprio per la
scarsa e superficiale metodologia scientifica utilizzata che non
può certo garantire l'affidabilità delle affermazioni sostenute dai
ricercatori presenti.
Quanto alla funzione deterrente delle sanzioni amministrative si
segnala che la ricerca in questione non ha in alcun modo misurato
l'efficacia della sanzione medesima nel ridurre i rischi e i danni
per la sicurezza dei terzi e degli stessi consumatori. Nel caso
specifico, la ricerca non ha preso in considerazione, per esempio,
il beneficio rappresentato dal numero di incidenti stradali evitati
grazie al ritiro della patente.
Il Capo del Dipartimento, Giovanni Serpelloni, ha definito tale
ricerca: «Altamente costosa, scientificamente inconsistente e
inaffidabile nelle conclusioni. Forse viziata da un approccio
ideologico, scorretto pubblicare questo cose sui giornali».
Pertanto, i commenti rilasciati alla stampa, oltreché intempestivi,
risultano fuori luogo e lontani da quello spirito di confronto
scientifico e collaborazione che, su questo tema, sta portando il
Dipartimento verso una modifica dell'art. 75 del testo unico in
materia di stupefacenti che tenga nella doverosa considerazione i
suggerimenti e le indicazioni degli operatori espressi durante i
lavori della recente conferenza di Trieste.