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Ricerca sull'art. 75 del d.p.r. 309/90 e il consumo di droghe illegali

Il Sen. Giovanardi ha così commentato le dichiarazioni stampa del Prof. Prina a proposito dei risultati della ricerca in tema di sanzioni amministrative per i consumatori di droga: «Prendo atto delle dichiarazioni rese alle agenzie di stampa dal Prof. Prina, quale coordinatore di una ricerca commissionata dal precedente governo e finanziata con un finanziamento di circa 270.000 euro a valere sulle risorse dell'ex Ministero della Solidarietà sociale.

Non posso non notare che tale progetto, che ha coinvolto ben sette università italiane e 18 nuclei operativi, si basa sull'analisi delle risposte di soli 311 consumatori segnalati ai Prefetti di 9 province. Un campione molto esiguo e non rappresentativo a fronte di un considerevole dispendio di energie e risorse».
Prova ne è che durante la presentazione dei risultati del progetto, avvenuta ieri, nell'ambito della Consultazione permanente, gli esiti della ricerca sono stati fortemente criticati proprio per la scarsa e superficiale metodologia scientifica utilizzata che non può certo garantire l'affidabilità delle affermazioni sostenute dai ricercatori presenti.

Quanto alla funzione deterrente delle sanzioni amministrative si segnala che la ricerca in questione non ha in alcun modo misurato l'efficacia della sanzione medesima nel ridurre i rischi e i danni per la sicurezza dei terzi e degli stessi consumatori. Nel caso specifico, la ricerca non ha preso in considerazione, per esempio, il beneficio rappresentato dal numero di incidenti stradali evitati grazie al ritiro della patente.

Il Capo del Dipartimento, Giovanni Serpelloni, ha definito tale ricerca: «Altamente costosa, scientificamente inconsistente e inaffidabile nelle conclusioni. Forse viziata da un approccio ideologico, scorretto pubblicare questo cose sui giornali».
Pertanto, i commenti rilasciati alla stampa, oltreché intempestivi, risultano fuori luogo e lontani da quello spirito di confronto scientifico e collaborazione che, su questo tema, sta portando il Dipartimento verso una modifica dell'art. 75 del testo unico in materia di stupefacenti che tenga nella doverosa considerazione i suggerimenti e le indicazioni degli operatori espressi durante i lavori della recente conferenza di Trieste.

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