Il Dipartimento Politiche Antidroga, riguardo a quanto
affermato dalla LILA relativamente alla distribuzione di siringhe e
profilattici nelle carceri, precisa quanto segue: non c'è alcuna
discordanza tra la posizione del DPA ed il Ministero della Salute,
relativamente alla distribuzione di tali presidi in
carcere.
Le frasi che ci sono state attribuite non corrispondono ad
una nostra posizione ufficiale ma sono contenute in uno studio,
riportato (al pari di tutti gli altri studi) nel portale
informativo Droganews. Questa ricerca è stata eseguita dal National
Drug and Alcohol Research Centre (NDARC), della University of New
South Wales di Sidney, in Australia dove le condizioni di rischio
sono ben diverse da quelle italiane.
Inoltre non ci sono evidenze che dimostrino, che l'
incidenza e cioè il numero di nuovi casi di infezione da HIV (e non
la semplice prevalenza e cioè il numero delle persone già infette)
nelle carceri italiane sia elevata o si possa pensare, anche sulla
base di casi aneddotici, che vi possa essere un reale problema di
sanità pubblica al di là del rischio teorico. Crediamo invece che
sia scorretto e inaccettabile l'intenzionale deformazione delle
informazioni per creare una artificiale quanto inesistente
contraddizione tra strutture Governative.
Prima di pensare a qualsiasi azione preventiva all'interno
delle carceri è necessario considerare i dati reali ,che ad oggi
seppur scarsi non depongono per l' esistenza di emergenze infettive
in quegli ambienti. Evidenziamo, anche il pericolo che
potrebbe esserci nel fornire siringhe potenzialmente utilizzabili
anche come armi improprie nei confronti sia dei detenuti che degli
agenti.
Ci dispiace infine che l'associazione Lila invece di
percorrere la strada del dialogo e dell'approfondimento tecnico del
problema, abbia invece spostato l'attenzione tentando di creare una
pretestuosa polemica tra Istituzioni.