Con un semplice test sul capello si potrà rilevare l'assuzione
di droghe. E' il risultato di un'importante innovazione nei metodi
di ricerca, frutto della collaborazione tutta italiana tra
l'Istituto Superiore di Sanità e la tossicologia forense di Verona.
"Il test -ha spiegato la dott.ssa Teodora Macchia dell'Istituto
Superiore di Sanità, durante un seminario presso il DPA - combina
in un'unica procedura diverse procedure analitiche, fino ad oggi
utilizzate separatamente. Nello specifico tencico si tratterà di
effettuare la microestrazione su fase solida in spazio di testa
(HS-SPME) e la gas cromatografia accoppiata alla spettrometria di
massa (GC-MS)".
"Un grande passover avanti nella semplificazione della
diagnostoca di queste sostanze" ha dichiarato Giovanni Serpelloni
capo del DPA. In termini molto più semplici significa effettuare un
solo esame per un risultato garantito: la scoperta, cioè,
dell'ultilizzo di sostanze stupefacenti. E per farlo - e anche
questa è un'ulteriore innovazione - sarà possibile utilizzare
un singolo campione di capelli. Il test è stato validato per
l'identificazione e la quantificazione simultanea di amfetamine,
ketamina, metadone, cocaina, cocaetilene e Δ9-tetraidrocannabinolo
(THC), dimostrandosi sensibile, selettivo, specifico ed è stato
applicato con successo per l'analisi di 32 campioni di capelli di
soggetti volontari, possibili consumatori di droghe.