L'attività investigativa denominata "oro e incenso",
nell'ambito del commercio illecito delle "Smart drugs"
portata avanti e conclusa con successo in queste ore dai
Carabinieri dei NAS e l'Agenzia delle Dogane, conferma l'importanza
nell'ultimo anno dell'attività del Sistema Nazionale di Allerta
Precoce del DPA, la cui delega è affidata ad Andrea Riccardi,
Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione.
Grazie alle allerte lanciate dal Sistema in materia di cannabinoidi
sintetici, smart drugs e smart shop e grazie alla collaborazione
con il Ministero della Salute al contributo dei laboratori di
analisi chimiche, tossicologiche e delle unità operative del
sistema di emergenza-urgenza, sono stati raggiungerti ottimi
risultati sul piano preventivo, clinico, laboratoristico,
normativo. Il Paese infatti è stato in grado di
affrontare in maniera tempestiva la comparsa di nuove droghe
pericolose per la salute e di riconoscere e gestire in maniera
efficace intossicazioni di giovani consumatori, con un indubbio
impatto positivo sulla salute pubblica.
Proprio le segnalazioni del Sistema di Allerta appena la settimana
scorsa hanno permesso al Ministero della Salute di inserire nella
tabella delle sostanze stupefacenti due nuove molecole: il Butilone
e i suoi analoghi e il cannabinoide sintetico AM 694 e i suoi
analoghi. Inoltre la sinergia con il Ministero della Salute e le
Forze dell'Ordine ha consentito di ritirare dal mercato
prodotti pericolosi segnalati in Europa e circolanti nel territorio
italiano.
Vale la pena ricordare che il Sistema di Allerta ha rilevato:18
allerte in un anno; una trentina di informative; 30 casi di
intossicazione da cannabinoidi sintetici in due anni, 2 da catinoni
sintetici sul territorio nazionale negli ultimi tre mesi e 146
nuove molecole psicoattive registrate come circolanti sul
territorio europeo e italiano in circa 2 anni.
"Va sottolineato - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA
- che le cosiddette droghe furbe, tanto furbe non sono. In
realtà si tratta di scarti della ricerca farmacologia e cioè
prodotti chimici sintetici considerati dai ricercatori "spazzatura"
in quanto molto pericolosi per l'uomo e non utilizzabili per fini
medici e che molti di questi prodotti sono addirittura
brevettati. Proprio per evitare la connotazione positiva di
queste droghe con il termine "furbe" il DPA ha proposto a livello
europeo che tale dizione venga abbandonata utilizzandone un'altra
molto più consona e cioè "trash drugs" (droghe
spazzatura). Siamo convinti che attraverso la preziosa
sinergia tra le Istituzioni (Governo, DPA e Forze dell'Ordine)
proseguiremo a tenere alta l'attenzione sul fenomeno delle smarts
drugs contando sulla ormai dimostrata efficacia del Sistema
Nazionale di Allerta Precoce attivato da questo Dipartimento".