L'UNODC ha
recentemente pubblicato "Winter Rapid Assessment" il rapporto 2010
sulla coltivazione del papavero da oppio in Afganistan. A margine
della presentazione del documento alla stampa, il direttore
esecutivo United Nations Office on Drugs and Crime, il Dott.
Antonio Maria Costa ha confermato una probabile diminuzione della
produzione di oppio (in tonnellate) per quest'anno.
Il report presentato pochi giorni fa, prende spunto dai
sopralluoghi effettuati dagli ispettori ONU nelle zone coltivate
dagli agricoltori e dalle stime sulla redditività delle
piantagioni. La coltura del papavero da oppio in questa regione è
diminuita di un terzo (36%) negli ultimi due anni, passando da un
livello record di 193.000 ettari nel 2007 a 123.000 ettari nel
2009.
La progressiva stabilizzazione del raccolto conferma i numerosi
progressi compiuti nella lotta alla droga. Perché l'United Nations
Office on Drugs and Crime afferma con convinzione che quest'anno la
produzione può diminuire ancora? La motivazione risiede nel fatto
che recentemente gli agricoltori afgani hanno goduto di "rendimenti
salvagente" sostitutivi del reddito generato dai bulbi della pianta
d'oppio. Una "royalty" che di certo non desiderano perdere. Il
rapporto, infatti, è pari a 56 kg/ha nel 2009, rispetto ai circa
10kg/ha nel cosiddetto "Triangolo d'Oro".
Un'ulteriore variabile a corroborazione di questa tesi è il
perdurare del maltempo, durante la stagione chiave per lo sviluppo
delle piante. Questo fenomeno può ridurre la produttività del
raccolto di quest'anno e quindi il volume (stimato in tonnellate)
di oppio da smerciare sui mercati illeciti di tutto il mondo. Tale
condizione non farebbe altro che confermare il declino da 8.200
tonnellate nel 2007 a 6.900 tonnellate dello scorso anno.
Anche se si intensificano gli sforzi per avere sempre più zone
"oppio-free", vi sono state tre aree (Bahglan, Faryab e Saripul,
tutti nel nord) che hanno invertito il trend, mostrando i segni di
un lieve aumento nella coltivazione a causa di tensioni politiche
ed una maggiore insicurezza. Le buone notizie arrivano da cinque
province (Kunar, Nangarhar, Kabul, Laghman e Badakshan), dove il
papavero è completamente sparito.