Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche antidroga

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Video e documenti del congresso "Neurobiologia, neuroimaging e aspetti educativi delle dipendenze". Verona dal 7 al 9 giungo 2010.

Miniussi: le prospettive della stimolazione magnetica transcranica

La Stimolazione magnetica transcranica (TMS), introdotta negli anni '80 e utilizzata come strumento diagnostico per patologie che alterano le funzionalità di diverse strutture nervose, ha mostrato potenzialità terapeutiche in ambito psichiatrico.

Di quest'ultimo aspetto si è occupato, nella sua relazione, il professor Carlo Miniussi, docente presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche dell'Università degli Studi di Brescia - IRCCS Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli, intervenuto questa mattina al 2º Congresso nazionale "Neuroscience of addiction. Neurobiologia, neuroimaging e aspetti educativi nelle dipendenze", organizzato a Verona dal Dipartimento delle Dipendenze ULSS 20 di Verona in collaborazione con il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

"La TMS - ha spiegato il prof. Miniussi - è una metodica di stimolazione non invasiva del cervello che, per le sue caratteristiche tecniche, è considerata un importante e promettente strumento d'analisi delle funzioni corticali". Essa utilizza campi magnetici per attivare la corteccia cerebrale e viene per questo utilizzata in clinica neurologica, per diagnosticare patologie che comportano un'alterazione della funzionalità di diverse strutture nervose.

A dieci anni dalla sua introduzione, "in maniera del tutto accidentale - ha ricordato Miniussi - si è scoperto che pazienti affetti da patologie neurologiche e disturbi del tono dell'umore, sottoposti a TMS ripetitiva (rTMS) per fini diagnostici, presentavano un miglioramento del quadro depressivo". Da qui, l'avvio dell'utilizzo della Stimolazione magnetica transcranica come trattamento terapeutico in ambito neuropsichiatrico. "Se utilizzata in modo ripetitivo, infatti - ha sottolineato il relatore - la TMS, ad alte o basse frequenze, può ridurre e modulare i fenomeni di riorganizzazione neuronale, detta plasticità, ed è in grado di facilitare o inibire, in modo relativamente selettivo, circuiti  neuronali responsabili di determinate funzioni e determinati sintomi".

Sebbene gli effetti "terapeutici" della TMS siano generalmente transitori, ha proseguito Miniussi, "c'è la possibilità che essi perdurino per un periodo di tempo maggiore. E' quindi interessante approfondire quest'ambito, cercando di capire i meccanismi attraverso i quali queste metodiche modificano l'attività cerebrale stimolando - ha concluso - un miglioramento dello stato del paziente".

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