Spesso si leggono slogan antiproibizionisti che
accusano chi non vuole legalizzare e liberalizzare il consumo di
droghe, di sostenere e promuovere i guadagni delle organizzazioni
criminali quali la mafia, la camorra o la 'ndrangheta. Questo è
anche affermato da Vasco Rossi nelle sue reprensibili
esternazioni.
È necessario contestare questo sillogismo in quanto demagogico ed
irrazionale ed utilizzato strumentalmente solo per giustificare la
legalizzazione delle droghe.
Nel rigettare questa grave accusa del "supportare le mafie"
attraverso il proibizionismo, va considerato una cosa molto banale
ma altrettanto vera e cioè che queste organizzazioni sono
concretamente ed ampiamente supportate esclusivamente da tutte
quelle persone che comprano droga dai loro spacciatori fornendo
loro direttamente quel denaro che alimenta proprio le
organizzazioni criminali. Questa è la semplice e lapalissiana
realtà se si vuol vedere ma che da parte di alcuni non si vuole
riconoscere. Chi compra droga finanzia le mafie! I giovani
sopratutto devono sapere che ogni singola dose acquistata finanzia
la criminalità e il terrorismo. Ma chi dà quindi concretamente i
soldi a questi criminali? Di chi è questa responsabilità? Sono
proprio gli acquirenti diretti che acquistano le sostanze ad
alimentare le mafie e non chi asserisce che è meglio non drogarsi e
sanziona con leggi il consumo e punisce con la galera lo spaccio.
Non c'è nessuno che costringe i consumatori a comperare la cannabis
e i suoi derivati, è solo una loro precisa e consapevole scelta per
soddisfare proprie aspettative di piacere, non certo per bisogni
primari indifferibili.
Deve essere chiaro agli occhi di tutti che chi acquista anche una
piccola dose di cannabis e derivati, o di qualsiasi altra droga,
per il proprio piacere personale finanzia la violenza e il mal
affare delle organizzazioni criminali e del terrorismo. I soldi che
vengono messi in mano ad uno spacciatore sono esclusivamente sotto
la responsabilità di chi glieli dà. Non c'è nessuna giustificazione
né morale, nè sociale, né legislativa che può assolvere o
giustificare tale gesto individuale. La cannabis è una sostanza
sicuramente tossica (o vogliamo discutere anche su questa evidenza
scientifica?) ed è per questo che è illegale e ne viene vietato
l'utilizzo e la diffusione, al pari di tante altre sostanze
tossiche (e non necessariamente droghe) anche solo sospettate di
essere dannose per la salute. Pertanto, chi la acquista sa
scientemente che cosa sta facendo e non può scaricare la sua
coscienza su responsabilità dello Stato che secondo alcuni
movimenti dovrebbe renderle di libero e piu facile accesso, creando
anche un reddito per lo stato sulla pelle dei cittadini.
Ben diversa è la situazione di chi, invece, è dipendente da
cocaina o eroina e che può comunque fruire, in alternativa
all'acquisto di droga dagli spacciatori, di valide offerte
terapeutiche sicuramente efficaci e totalmente gratuite presso i
servizi sanitari di tutte le Regioni.
Per tutto ciò, finanziare le mafie anche attraverso il piccolo
acquisto di droga costituisce un atto moralmente inaccettabile e
socialmente biasimabile. La prima responsabilità da invocare quindi
è quella individuale e non delle leggi che regolamentano l'accesso
a tali droghe.
Lo Stato non può proprio pensare di far aumentare la disponibilità
e l'accesso di una sostanza tossica, pericolosa per la salute e in
grado di compromettere fortemente il normale sviluppo neuropsichico
e sociale degli adolescenti, quale è la cannabis, a scapito quindi
della salute collettiva dei cittadini, nel tentativo del tutto
illusorio di controllare i flussi dei finanziamenti che vengono
generati dai consumatori a favore delle organizzazioni criminali.
La legalizzazione porterebbe solo ad un aumento dei consumi cosi
come ampiamente dimostrato per l'alcol e il tabacco. La sanità
pubblica e la società non può pagare un così alto prezzo e ci sono
altri modi molto più efficaci per controllare tale fenomeno e il
flusso di denaro conseguente, primo tra tutti la consapevolezza che
deve avere ciascun individuo di buona coscienza di non acquistare
né consumare droga foraggiando così le mafie.
Per ogni spinello acquistato e fumato, la mafia, la 'ndrangheta e
la camorra ringraziano. Si, è vero, ma ringraziano proprio chi
l'acquista, minorenne o maggiorenne che sia. Acquistare cannabis
dai criminali e fumarla per il proprio piacere, esponendo
scientemente la propria salute e quella di terzi a rischi sanitari
e sociali è un comportamento individuale socialmente inaccettabile
e biasimabile.
La droga non è un bene primario e drogarsi non può essere in alcun
modo considerato un diritto individuale. E' demagogico ed ipocrita
scaricare sullo Stato responsabilità, quali il comportamento di
acquisto, che sono soprattutto del singolo e, per fortuna, solo di
una piccola minoranza di cittadini italiani. La stragrande
maggioranza dei cittadini italiani per fortuna non usa droghe e non
pensa che legalizzare tale uso sia serio, soprattutto per uno stato
che deve proteggere la salute dei suoi cittadini ed educare i
propri giovani a valori e stili di vita sani e nel rispetto della
legalità.
Giovanni Serpelloni
Capo Dipartimento Politiche Antidroga
Presidenza Consiglio dei Ministri