Egregio Signore,
credo sia giusto che Lei sappia che per il nostro Dipartimento le
persone tossicodipendenti sono prima di tutto persone e poi dei
malati che devono trovare comprensione, accoglienza ma soprattutto
cure adeguate e il più tempestive possibili. Certamente non devono
essere criminalizzate ne emarginate per aver sviluppato una
dipendenza a cui sono
arrivati per aver voluto volontariamente quanto incoscientemente
sperimentare sensazioni ed esperienze chimiche che hanno fatto
saltare i loro meccanismi cerebrali di controllo.
È giusto ricordare però che nel nostro paese tutte queste persone
hanno in ogni momento una concreta alternativa allo spacciatore. E
questo va detto molto chiaramente perché è una fortuna per loro se
la vogliono cogliere. I dipartimenti per le dipendenze (Sert e
Comunità terapeutiche) possono fornire loro infatti in ogni momento
e tempestivamente qualsiasi tipo di cura, supporto psicologico,
sociale e legale. Basta chiedere e in pochi giorni si hanno cure
efficaci ed alternative alle droghe, ai devastanti danni che
provocano e agli spacciatori. In Italia ci sono più di 500 servizi
pubblici e 1000 comunità terapeutiche con più di 6000 addetti
specializzati (medici, psicologi, assistenti sociali, psichiatri
ecc.) che forniscono assistenza gratuita e di alto livello a più di
180.000 persone. Come vede le alternative immediate allo
spacciatore esistono per tutti, cosi come alla legalizzazione, che
non farebbe altro che far aumentare i consumi (e quindi i
consumatori) rendendoli più facili e accessibili senza affrontare
il problema. Credo che dare un alternativa credibile, sostenibile e
di guarigione a queste persone sia dare una speranza migliore che
vederle comunque ancora una volta consegnate permanentemente alla
droga. Queste persone vanno difese, accudite e soprattutto curate
per riportarle il prima possibile ad una vita piena, autonoma,
creativa e libera da tutti i condizionamenti, siano essi di uno
spacciatore, di una sostanza, di una politica non condivisa o di
uno stato che forse Lei ritiene repressivo. "Libero di essere
libero" è lo slogan del Dipartimento Politiche Antidroga e credo
che mai come in questo caso sia attuale e pertinente, lontano da
tutte le droghe e dalla loro legalizzazione.
Buon Agosto signor VASCO Rossi.
Giovanni Serpelloni