Il Programma di Stoccolma
Il programma di Stoccolma è un programma pluriennale sulla
giustizia e gli affari interi per il periodo 2010-2014. Dopo lo
storico programma di Tampere (2000-2004) e il programma dell'Aia
(2005-2009), nella seduta del 10 e dell'11 dicembre il Consiglio
Europeo ha infatti adottato il prossimo programma quinquennale, che
avrà il compito di sviluppare l'azione europea nel settore
riguardante lo "spazio di libertà, sicurezza e giustizia".
Il nuovo programma prende le mosse dai risultati ottenuti in
questa materia: in particolare l'abbattimento delle frontiere (cd.
spazio Shengen) ed una gestione delle frontiere esterne più
coerente (tramite l'agenzia europea FRONTEX). Con l'obiettivo di
andare avanti nell'affrontare le nuove sfide dell'Europa del
domani, viene in particolare stabilito che tutte le azioni future
dovranno incentrarsi sui cittadini e su coloro nei confronti dei
quali l'UE ha una responsabilità, puntando alla realizzazione di
alcune priorità come:
- la promozione dei diritti dei cittadini e di un'Europa del
diritto, della giustizia e della sicurezza;
- lo sviluppo della responsabilità, della solidarietà, del
partenariato e di una politica sempre più omogenea in materia di
migrazione e di asilo;
- il rafforzamento della dimensione esterna della dell'Unione
Europea in materia di libertà, sicurezza e giustizia.
In particolare in tema di droga (par. 4.4.6.) il programma di
Stoccolma richiama la strategia dell'Unione Europea per il periodo
2005-2012, confermando l'approccio globale equilibrato, fondato
sulla riduzione contemporanea dell'offerta e della domanda. Tale
strategia, che giungerà a termine nel corso del programma stesso,
andrà rinnovata partendo da una valutazione approfondita del Piano
d'azione dell'UE in materia di lotta contro la droga (2009-2012),
che dovrà essere condotta dalla Commissione, con il sostegno
dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e
di Europol.
La nuova strategia dovrebbe fondarsi su tre principi:
- migliorare il coordinamento e la cooperazione avvalendosi di
tutti i mezzi disponibili a norma del trattato di Lisbona,
soprattutto nei Balcani occidentali, in America latina, nei paesi
del partenariato orientale, nell'Africa occidentale, in Russia,
nell'Asia centrale - Afghanistan compreso - e negli Stati
Uniti;
- mobilitare la società civile, in particolare rafforzando
iniziative come l'Azione europea sulla droga;
- contribuire al lavoro di ricerca e raffrontabilità delle
informazioni in modo da disporre di dati attendibili.
Il Consiglio europeo invita inoltre il Consiglio e la
Commissione ad assicurare che la nuova strategia in materia di
droga sostenga la strategia di sicurezza interna dell'UE e sia di
complemento ad altri strumenti politici correlati, come la
"valutazione della minaccia rappresentata dalla criminalità
organizzata" (OCTA), la futura strategia di lotta alla criminalità
organizzata e le conclusioni del Consiglio sulla lotta contro le
forme gravi di criminalità organizzata.
Redatto a cura dell'Unità Affari Internazionali del
Dipartimento Politiche Antidroga
6 maggio 2010