Evoluzione degli studi basati sulle neuroscienze e il
neuroimaging, che permettono di osservare gli effetti delle droghe
sul cervello e sul sistema nervoso, affermazione dell'approccio
multidisciplinare nel trattamento dei pazienti con dipendenza da
sostanze stupefacenti e psicotrope.
Questi i temi intorno ai quali si svilupperanno i lavori del 2º
congresso internazionale "NEUROSCIENCE OF ADDICTION. Neurobiologia,
neuroimaging e aspetti educativi nelle dipendenze", che si terrà a
Verona presso la Sala Convegni del Banco Popolare di Verona e
che prenderà il via nella serata del 7 giugno per
protrarsi nei due giorni seguenti. Trenta i partecipanti tra
relatori e chairmen nazionali ed internazionali che parteciperanno
al congresso organizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga
e dal Dipartimento delle Dipendenze - ULSS 20 di Verona, in
collaborazione con il Programma Regionale sulle Dipendenze del
Veneto e con l'Assessorato alle politiche sociali e l'Assessorato
alla sanità della Regione Veneto e il Comune di Verona.
Obiettivo dell'iniziativa è quello di fare il punto sui
risultati delle più moderne ricerche scientifiche, basate sulle
neuroscienze e sulle tecniche del neuroimaging, integrandoli
nell'approccio educativo. L'elemento innovativo che verrà
approfondito nel corso del congresso è quindi quello di considerare
il consumatore di sostanze in maniera multidisciplinare, non solo
dal lato meramente medico o psicologico ma rispettandone l'identità
come individuo, come persona.
Le giornate dell'8 e del 9 saranno articolate in quattro
sessioni di lavoro: Neurobiologia, Neuroimmagine, Neuropsicologia
del funzionamento, Neuroscienze ed educazione. La videoconferenza
con lo scienziato Antonello Bonci, in diretta
dall'Ernest Gallo Clinic and Research Centre dell'Università della
California, fissata per l' 8 mattina, segnerà l'inizio del
Convegno.
Nel corso delle 2 giornate, inoltre, sarà presentata
l'ultima edizione di "Elementi di Neuroscienze e Dipendenze.
Manuale per operatori dei Dipartimenti delle Dipendenze" a cura di
Giovanni Serpelloni e Francesco
Bricolo, a cui hanno partecipato molti dei più accreditati
neuroscienziati internazionali.
Il convegno sarà inoltre l'occasione per capire anche come la
ricerca scientifica sulle funzioni e sullo sviluppo cerebrale possa
essere di ausilio alle famiglie e a tutte le figure educative per
prevenire quanto più possibile l'avvicinamento dei giovani alle
droghe e curare e comprendere al meglio coloro che hanno una
dipendenza. Evidenze scientifiche e approccio
multidisciplinare basato anche sul supporto educativo, saranno
quindi, le parole chiave del congresso che evidenziano la
positiva e proficua collaborazione, tra esperti di diverse
discipline, per combattere e annientare questa piaga sociale.