Presentazione
La collaborazione
intersettoriale per la salute, percepita sempre più come
cooperazione tra sotto-sistemi diversi (Pubblico, Privato, Privato
Sociale, ecc.), è ormai diventata un fattore fondamentale per
favorire politiche convergenti dirette a realizzare una maggiore
equità e il benessere della persona e della comunità.
Tale orientamento costituisce la svolta
per il passaggio dalla fase della collaborazione interprofessionale
settoriale dei servizi, quale evento episodico e volontaristico,
alla cooperazione e all'integrazione multisettoriale intesa come
sistema, dove le politiche sociosanitarie s'intersecano con le
politiche del lavoro, dell'educazione, del tempo libero, ecc.,
all'interno di un quadro più generale di pianificazione sociale per
la comunità. Tuttavia nell'ambito delle dipendenze si riscontra
tuttora una certa difficoltà alla collaborazione intersettoriale,
in particolare tra i servizi pubblici e quelli del privato
sociale.
Tale difficoltà inficia la qualità del
servizio che può venire offerto alla persona tossicodipendente,
minando la continuità assistenziale necessaria e di conseguenza il
tipo di esito che l'intervento adottato può avere su di essa. Ne
consegue la necessità di ripensare e riprogettare la rete dei
servizi introducendo modifiche strutturali e funzionali che li
rendano più appropriati all'attuale realtà.
In particolare è stato individuato il
bisogno di instaurare un'alta forma di integrazione tra servizi
pubblici e del privato sociale, che superi i tradizionali principi
di collaborazione e che adotti dei concreti modelli organizzativi,
in cui a "pari dignità" dei servizi corrispondano, però, anche
"pari responsabilità" degli stessi. Lo studio dei modelli
organizzativi dipartimentali e l'evidenza delle buone prassi
esistenti nasce da un percorso iniziato sette anni fa a livello
nazionale tra FeDerSerD, FICT e CNCA e sviluppato recentemente con
il contributo dell'Università "Bocconi" di Milano e del
Dipartimento per le Politiche Antidroga.
Tema essenziale è quello di una
strategia di azione (accoglienza, presa in carico e cura) condivisa
tra i protagonisti del sistema di intervento italiano. E' opportuno
che i processi virtuosi, quali quelli di cura, siano preceduti da
una riflessione sulle forme organizzative che devono essere alla
base dei processi operativi e che vedono nel Dipartimento delle
Dipendenze lo strumento necessario.