Presentazione
Vengono qui analizzate le
principali ragioni per cui si ritiene che la legalizzazione
dell'uso di sostanze stupefacenti non sia una scelta condivisibile
e praticabile nel nostro paese per diminuire i consumi di sostanze
e ridurre le problematiche correlate al loro uso. La presentazione
riassume le posizioni e le riflessioni critiche su questo
argomento, provenienti da vari autori, gruppi di ricerca ed
organizzazioni istituzionali attive nel campo della lotta alla
droga. Viene di seguito riportata la posizione istituzionale del
Dipartimento Politiche Antidroga e le ragioni che la sostengono. La
convinzione che la legalizzazione finalizzata a contenere il
fenomeno della diffusione delle droghe e delle attività criminali
correlate sia una idea non condivisibile nasce da una serie di
elementi e fatti che derivano sia dalle evidenze scientifiche che
dalle valutazioni empiriche oltre che di strategia e di politica
sanitaria e sociale. Il problema viene quindi affrontato da più
punti di vista e approfondito anche e soprattutto alla luce
delle dichiarazioni prima riportate sui principi base che
ispirano la politica e la strategia italiana sulla lotta alla
droga. È fondamentale infatti focalizzarsi in via prioritaria sulle
azioni e sugli interventi che si ritiene indispensabile promuovere
all'interno di una politica ben bilanciata e soprattutto
permanente, di riduzione della domanda (mediante articolate azioni
di prevenzione, cura e recupero oltre che di disapprovazione
sociale) e di contrasto dell'offerta (mediante azioni permanenti e
sistematiche di lotta alla produzione clandestina, al traffico e
alla spaccio). Il confronto pertanto non può essere
semplicisticamente tra "proibizionismo e antiproibizionismo" con un
antagonismo sterile quanto infruttuoso, ma va riportato in un'
ottica sistemica molto più ampia dove la legislazione (pro
legalizzazione o sanzionatoria dell'uso) è solo una (e
probabilmente non la più importante) delle componenti in grado di
influenzare l'andamento del fenomeno nel suo complesso. Molto più
rilevanti infatti risultano le azioni correlate alla legislazione e
cioè gli interventi e l'organizzazione generale costruibile e
sostenibile che dovrebbero stare attorno a queste due scelte
diametralmente opposte, valutando nel complesso quindi anche il
loro costo, la loro sostenibilità reale, la loro accettabilità
sociale, l'organizzazione sanitaria e di controllo legale
necessarie per mantenere nel tempo tali scelte, la reale efficacia
nel medio lungo termine sui consumi e una attenta valutazione su
tutto ciò che comporta il sostenere scelte ad alto impatto sociale
e sanitario di questo tipo, con un'ottica che non può essere di
breve termine ma necessariamente di lungo termine.